Polizia di Stato intercetta a Viareggio auto con a bordo circa 1000 dispositivi esplosivi stipati nell’abitacolo e nel bagagliaio

Polizia di Stato intercetta a Viareggio auto con a bordo circa 1000 dispositivi esplosivi stipati nell’abitacolo e nel bagagliaio

27 Luglio 2026 Off Di lanotiziadelgiorno

Nella tarda serata del 20 luglio, durante un ordinario servizio di vigilanza stradale lungo l’autostrada A12, finalizzato a garantire  la sicurezza dei trasporti, gli Agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Viareggio procedono a quello che sembrava essere un ordinario controllo di un’autovettura con targa francese e dei suoi occupanti, ma che di lì a poco avrebbe rivelato qualcosa di anomalo.

Difatti l’assetto dei veicolo non ha convinto del tutto i poliziotti, che procedevano, pertanto, ad un controllo approfondito del mezzo e dei suoi occupanti, presso i locali della Sottosezione di Viareggio. 

L’ispezione minuziosa del mezzo ha rivelato, infatti, qualcosa di sorprendente: l’abitacolo e il bagagliaio dell’autovettura erano letteralmente stipati di articoli pirotecnici rientranti nella IV Categoria degli esplosivi ai sensi del TULPS. Nello specifico, si trattava di circa 1000 razzi di segnalazione nautici, per un peso complessivo lordo stimato tra i 500 e i 600 kg, trasportati senza alcuna misura di sicurezza o autorizzazione.

I due occupanti del mezzo, cittadini francesi, dopo essere stati sottoposti a fotosegnalamento presso il Commissariato di Forte dei Marmi, sono stati denunciati in stato di libertà per trasporto abusivo di materiale esplodente, ovvero in assenza di apposita licenza.

Il materiale sequestrato è stato trasferito presso una struttura idonea individuata dal CoGePir, Consorzio Gestione Pirotecnici, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Quanto accaduto in una notte come tante, durante un ordinario servizio di vigilanza lungo una delle principali arterie stradali della Toscana, conferma ancora una volta, l’impegno della Polizia di Stato, oltre che per la sicurezza della circolazione, anche per il rispetto delle regole per la sicurezza dei trasporti, perché la strada possa diventare davvero un luogo sicuro.

Si precisa che nei confronti degli indagati, in considerazione dell’attuale fase del procedimento, sussiste la presunzione di innocenza, fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

Il commento del CoGePir

In riferimento a quanto comunicato dalla Polizia di Stato (Compartimento Polizia Stradale per la Toscana, Sezione di Lucca), riguardo al maxi-sequestro di circa 1.000 razzi di segnalazione nautici avvenuto nella tarda serata del 20 luglio, il CoGePir, Consorzio Gestione Pirotecnici, esprime profonda preoccupazione e lancia un appello alle Istituzioni per un’applicazione più rigorosa delle normative vigenti. 

Il CoGePir, ente no profit con funzione pubblica istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con DM 32/26, è stato immediatamente contattato dalle Forze dell’Ordine per la gestione in sicurezza dell’ingente quantitativo di materiale esplodente sequestrato. 

Un carico anomalo e pericolosissimo 

Il controllo è scattato quando una pattuglia, insospettita dall’assetto anomalo di un veicolo con targa francese lungo l’autostrada A12, ha deciso di approfondire le verifiche. All’interno dell’abitacolo e del bagagliaio, stipati senza alcuna misura di sicurezza, sono stati rinvenuti circa 1.000 razzi a paracadute per un peso lordo stimato tra i 500 e i 600 kg

Il materiale, condotto da due cittadini algerini, non è costituito da fuochi d’artificio a uso ricreativo, ma da dispositivi per uso esclusivo di emergenza in mare. Il fatto che fossero tutti articoli scaduti, e che nell’auto non vi fossero altre dotazioni di bordo, solleva interrogativi inquietanti. 

Questi dispositivi, equiparabili ad armi da fuoco e non detenibili senza porto d’armi al di fuori di un’imbarcazione, rientrano nella IV categoria TULPS (P2 europea) in quanto contengono esplosivi ad alto potenziale come la balistite, un potente deflagrante composto da nitroglicerina e nitrocellulosa. Dal quantitativo sequestrato si sarebbero potuti ricavare circa 150 kg di esplosivo netto. Viene spontaneo chiedersi a quale scopo illecito, o peggio, fosse destinato un simile carico. 

La filiera illegale: un’ombra sul mercato 

«La domanda fondamentale – dichiara Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del CoGePir è come i due soggetti siano entrati in possesso di tali artifizi, la cui vendita è strettamente riservata ad armatori e comandanti di navi. L’ipotesi più probabile, data la natura di prodotti scaduti (che mantengono intatta la loro capacità esplodente), è che provengano da un circuito illegale. Si ritiene che un rivenditore/provveditore nautico si sia approvvigionato operando al di fuori della legalità, ovvero acquistando da produttori o importatori non aderenti al sistema CoGePir, e quindi abbia accumulato ingenti quantitativi di razzi scaduti ritirati dai clienti. Non potendoli avviare a distruzione tramite la filiera controllata, avrebbe scelto la via criminale di reimmetterli sul mercato nero, cedendoli a soggetti ambigui con piena consapevolezza della gravità del reato». 

Fonte: comunicato stampa Polizia di Stato e CoGePir