Mostra Kandinsky a Roma: a Palazzo Bonaparte i capolavori dal Centre Pompidou

Mostra Kandinsky a Roma: a Palazzo Bonaparte i capolavori dal Centre Pompidou

15 Settembre 2026 0 Di lanotiziadelgiorno

Dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027, la Capitale si prepara ad accogliere uno degli eventi culturali più attesi e prestigiosi dell’anno. Palazzo Bonaparte a Roma ospiterà una grandiosa retrospettiva dedicata a Vassily Kandinsky (1866-1944), il genio indiscusso che ha rivoluzionato per sempre la storia dell’arte, liberando la pittura dai vincoli della rappresentazione reale per dare vita all’astrattismo.

Prodotta e organizzata da Arthemisia in stretta collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi e curata da Angela Lampe, la mostra porta in Italia oltre settanta opere di inestimabile valore. Un’occasione eccezionale per immergersi nell’universo di un artista che ha saputo trasformare il colore, la forma e il segno in pura emozione.

La nascita dell’Astrattismo: quando il colore diventa musica

Nato a Mosca nel 1866, Vassily Kandinsky aveva intrapreso una brillante carriera accademica in Giurisprudenza ed Economia. Tuttavia, attorno ai trent’anni, due epifanie cambiarono il corso della sua vita: l’osservazione dei Covoni di Claude Monet, dove le forme sembravano dissolversi nel colore, e l’ascolto del Lohengrin di Richard Wagner al Teatro Bol’šoj. Da quest’ultima esperienza nacque un’intuizione rivoluzionaria: un dipinto può emozionare e agire sull’animo umano esattamente come la musica.

I capolavori dal Centre Pompidou di Vassily Kandinsky in mostra a Roma

Per Kandinsky, un colore aveva il suono di una melodia e una linea poteva esprimere un profondo stato d’animo interiore. La mostra a Palazzo Bonaparte ripercorre questa straordinaria trasformazione, celebrando la nascita di un linguaggio artistico completamente nuovo.

Le donne della vita di Kandinsky: Gabriele Münter e Nina Kandinsky

Il percorso espositivo non si limita a raccontare l’evoluzione stilistica del maestro, ma accende i riflettori su due figure femminili fondamentali per la sua vita e la sua affermazione.

Da un lato, Gabriele Münter, compagna di Kandinsky per oltre un decennio e artista di straordinario talento. Spesso rimasta nell’ombra, la Münter fu un’esponente centrale dell’Espressionismo tedesco e del gruppo Der Blaue Reiter. In mostra saranno esposte per la prima volta alcune delle sue opere più significative, come Gartentor in Sèvres (1906) e Drachenkampf (1913), testimoniando un dialogo artistico profondo e fecondo.

Dall’altro lato, Nina Kandinsky, devota moglie e instancabile custode della memoria del marito. È proprio grazie al suo generoso lascito al Centre Pompidou che oggi possiamo ammirare la collezione più completa al mondo delle opere del maestro russo.

Il percorso espositivo: le 5 sezioni della mostra

La retrospettiva accompagna il visitatore in un viaggio cronologico e tematico attraverso cinque sezioni che ricalcano i grandi capitoli della vita di Kandinsky.

1. Gli esordi: gli anni della formazione

Dopo aver abbandonato la carriera universitaria, Kandinsky si trasferisce a Monaco di Baviera nel 1896. In questo clima intriso di Jugendstil, apprende le tecniche della tempera e della xilografia e fonda l’associazione Phalanx. Sono gli anni dei viaggi in Europa e Nord Africa con Gabriele Münter. Le opere di questo periodo, come Alte Stadt II (1902) e Arabische Stadt (1905), mostrano paesaggi eseguiti a spatola e scene fiabesche su fondo nero, dove il linguaggio inizia progressivamente ad aprirsi verso l’astrazione.

2. Murnau: Verso l’astrazione

Il soggiorno nella pittoresca cittadina bavarese di Murnau segna una svolta. I colori si fanno intensi, le pennellate ampie e i vincoli della realtà svaniscono. In questa sezione trionfano le idee del celebre almanacco Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), pubblicato nel 1912 insieme a Franz Marc e Gabriele Münter. È il trionfo della “necessità interiore”. Opere iconiche di questo periodo includono Murnau, Landschaft mit Turm (1908) e Impression V (Parc) (1911).

3. La Russia: Gli anni di transizione

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Kandinsky è costretto a rientrare in Russia. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, partecipa attivamente alla riorganizzazione culturale del paese. Il contatto con le avanguardie costruttiviste e suprematiste porta a una crescente geometrizzazione delle forme, visibile in opere come Im Grau (1919). Tuttavia, il clima politico mutato lo spingerà a lasciare nuovamente la patria nel 1921.

4. Bauhaus: Gli anni teorici

Chiamato da Walter Gropius a insegnare al Bauhaus (a Weimar e poi a Dessau), Kandinsky vive la sua “fase fredda”. Le composizioni acquisiscono una rigorosa chiarezza grafica, teorizzata nel suo trattato Punto e linea sul piano (1926). In questa sezione spiccano capolavori assoluti come Gelb-Rot-Blau (1925), una sinfonia visiva in cui forme e colori si organizzano con una logica quasi musicale, e Auf Spitzen (1928).

5. Parigi: Gli anni della maturità

Costretto all’esilio in Francia dall’ascesa del nazismo nel 1933, Kandinsky si stabilisce a Neuilly-sur-Seine. La luce di Parigi schiarisce la sua tavolozza, introducendo toni pastello e forme biomorfe ispirate al Surrealismo di artisti come Joan Miró e Jean Arp. Capolavori come Composition IX (1936), Bleu de ciel (1940) e l’ultima Peinture inachevée (1944) chiudono il percorso, mostrando un artista capace di rinnovarsi fino alla fine.

I capolavori imperdibili e la Sala Immersiva

Tra le oltre settanta tele, i visitatori avranno il raro privilegio di ammirare opere fondamentali come Mit dem schwarzen Bogen (1912) e Bild mit rotem Fleck (1914). Oltre ai dipinti, l’esposizione è arricchita da documenti, fotografie, oggetti personali e strumenti di lavoro provenienti dalla Bibliothèque Kandinsky, che permettono di entrare nell’intimità dell’atelier dell’artista.

Per rendere l’esperienza ancora più totalizzante, la mostra prevede una sala immersiva ideata appositamente per far “perdere” il visitatore tra le geometrie e i colori fluttuanti del maestro.

Il ruolo del Centre Pompidou e il progetto “Constellation”

L’arrivo di questa immensa collezione a Roma è reso possibile da una congiuntura unica. Il Centre Pompidou di Parigi, che dal 1977 è il cuore pulsante dell’arte moderna in Europa, ha avviato nel 2025 una profonda metamorfosi architettonica che lo vedrà chiuso per restauri fino al 2030.

Per far sì che l’arte continui a vivere, l’istituzione francese ha lanciato il programma Constellation, un ambizioso progetto di diplomazia culturale che porta le sue inestimabili collezioni in tour per il mondo. Palazzo Bonaparte si afferma così come il principale punto di riferimento internazionale per riscoprire Kandinsky, offrendo al pubblico italiano un’opportunità irripetibile.

La mostra, patrocinata dall’Ambasciata di Francia in Italia, dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma, vede come Main partner la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. Un evento imperdibile per chiunque voglia comprendere le radici dell’arte contemporanea e lasciarsi travolgere dalla forza spirituale del colore.