Sicurezza: dopo la pandemia diminuiscono i reati ma aumenta la richiesta di sicurezza
31 Ottobre 2022Durante la pandemia, la casa è stata riparo, isolamento, ufficio, luogo di cure e di affetti, presidio di sicurezza. Oggi la paura di molti di noi è che quel rifugio possa essere violato: per 55 italiani su 100 un furto o un’aggressione nella propria abitazione sono gli eventi che spaventano di più. È una paura, quindi una percezione: il dato reale ci dice che i furti sono diminuiti negli ultimi dieci anni (2012-2021). Ma la sicurezza personale rimane al centro delle preoccupazioni: 17 milioni di italiani si sentono poco o per nulla sicuri fra le mura domestiche, 6 milioni di donne hanno paura quando rimangono sole in casa di notte. Si può affermare, quindi, che è cresciuto l’investimento emotivo degli italiani nella propria abitazione.
Sono solo alcuni dei dati presenti nella 1° edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa, “La Casa Sicura del Futuro”, di Verisure realizzato dal Censis e con il contributo del Ministero dell’Interno.
Come si è trasformato il desiderio di sicurezza negli anni del Covid-19? Quali sono le minacce e i pericoli connessi alla “nuova normalità” imposta dalla pandemia? Quale ruolo possono giocare le nuove tecnologie al servizio della protezione della persona? Come rispondono le agenzie di sicurezza pubblica e privata? E infine: come sarà la casa sicura del futuro?
Le risposte nel rapporto elaborato dal Censis
Significativa è la “classifica delle paure” secondo gli italiani: il 55% teme di subire un furto in casa; il 41,1% è preoccupato di subire un’aggressione fisica (44,8% delle donne e 37,3% degli uomini; ma per le donne il terrore è quello di subire una violenza sessuale (30,8%), mentre il 29,6% teme un’emergenza medica (con quote che raggiungono il 35,7% tra gli over 55).
Ma non sono solo i reati tradizionali a preoccupare. Un quarto degli intervistati (25,5%, che sale al 31% tra gli uomini) teme di subire un furto di dati on line e il 21,1% una truffa on line.
La casa, purtroppo, può anche essere luogo di violenze e maltrattamenti. E questo è stato ancor più vero proprio durante l’emergenza sanitaria, e anche in piena pandemia: nel 2021 stati denunciati 22.602 maltrattamenti contro famigliari e conviventi (+ 8,4% rispetto al 2019 e +4,1% rispetto al 2020); 17.539 atti persecutori (+9,2% dal 2019, +4,7% dal 2020); 5.169 violenze sessuali (+5,8% nel biennio, +14,9% nel solo ultimo anno), e 119 omicidi con vittime donne (+ 9,2% nel biennio, + 1,7% nell’ultimo anno, che significa due donne in più morte per mano di uomini).
Il moltiplicarsi delle minacce percepite e dei bisogni diversi di assistenza a cui rispondere, si accompagna a una individualizzazione della richiesta di sistemi di sicurezza, perché diverse fragilità sociali e condizioni abitative espongono a rischi diversi. Una necessità, quella di “sentirsi protetti”, che è diventata urgente proprio in questi anni.
“Le persone vogliono sentirsi sicure non solo quando escono di casa, quindi prevenendo i furti, ma anche quando sono all’interno – sostiene Stefan Konrad, Managing Director Verisure Italia – È importante poter garantire una sicurezza a tutto tondo. Un approccio che definirei olistico, perché è necessario lavorare sulle radici dei problemi per rafforzare la prevenzione: per 8 italiani su 10 è fondamentale che un sistema di sicurezza riesca ad attivarsi e intervenire prima che il reato si compia.
La sfida più importante – conclude Stefan Konrad – è sviluppare tecnologie facili ed efficaci per tutti: per chi deve essere soccorso e per chi deve intervenire. Insomma, attivare un sistema d’allarme deve essere naturale e semplice, come accendere la luce”.
Fonte: comunicato stampa


