Design e Biodesign: la progettazione circolare e green è possibile

Design e Biodesign: la progettazione circolare e green è possibile

15 Settembre 2021 Off Di lanotiziadelgiorno

Si può parlare di design e biodesign? Si può collegare il design al concetto di sostenibilità, di economia circolare, di adozione di materiali naturali? Sono domande legittime e al centro del convegno “Dal design al biodesign: protagonisti a confronto”, organizzato da ANAB – Associazione Nazionale Architettura Bioecologica che da più di 30 anni è in prima linea su argomenti legati all’architettura, alla progettazione e realizzazione in linea con l’ecologia. Lo ha ricordato lo stesso Segretario Nazionale, Gabriele Mannino, nell’introdurre l’evento andato in scena a Milano, nello spazio Gonzaga 7, durante la Milano Design Week.

Relatori della giornata sono stati due protagonisti del mondo dell’architettura e del design: Enrico Baleri e Paolo Bartoli, che hanno esposto il loro punto di vista sul design e la sua conciliazione con la sostenibilità.

Paolo Rava: prossimamente al via una proposta formativa sulla sostenibilità

A proposito di design e biodesign, il Presidente ANAB Paolo Rava ha voluto sottolineare il percorso dell’Associazione mirato a sviluppare e ad ampliare il campo di conoscenza e di applicazione dell’ecologia in architettura e in edilizia. A tale riguardo ha ricordato come si stia mettendo a punto una strategia a livello nazionale che punti ad affiancare i decisori politici e lesiglativi a virare sui temi della sostenibilità e ad aumentare il livello di conoscenza su questo tema ormai imprescindibile, come l’Unione Europea ha da tempo ammonito e disposto anche a livello di direttive. Ecco allora un segno chiaro in questo senso dell’Associazione sotto forma di una proposta didattico-formativa che intende proporsi come Alta Scuola di Formazione mediterranea. «Pensiamo che la filosofia mediterranea sia un elemento importante e riteniamo fondamentale tornare a ripensare e progettare ripensando a sistemi che siano legati alla natura reale in cui viviamo, impiegando i materiali legati al territorio, tenendo conto anche dei microclimi in cui si va a operare». A questo proposito il corso di studi metterà in luce tecniche e materiali. Maggiori informazioni verranno date prossimamente dalla stessa ANAB.

Enrico Baleri: il design deve puntare alla non obsolescenza

L’eclettico designer e imprenditore Enrico Baleri, fondatore dell’omonimo Centro Ricerche, ha subito messo in luce la contraddittorietà che lega design a sostenibilità. «Il design è sostenibile? Non lo so. So però che personalmente ho adottato come valori fondanti per la mia ricerca aspetti quali l’autenticità, la leggerezza, l’ironia, l’ecologia, l’evoluzione. Se questi sono rispettati allora è possibile mettere in atto la non obsolescenza che è la vera essenza del creare sostenibile».

Ha messo a fuoco il concetto di non obsolescenza «che è la verità cui dobbiamo tendere. Dobbiamo puntare affinché l’oggetto non muoia». Di certo, il design si coniuga con la finalità della ricerca. Lo testimonia l’esperienza stessa del Centro Ricerche Enrico Baleri, un crogiuolo di saperi e professionisti come architetti, designer e anche artisti «il cui fine è sempre stato quello di mettere insieme competenze e idee per creare i presupposti per un design democratico, ovvero pensato per realizzare prodotti per tutti, possibile grazie a un processo di produzione industriale».

Paolo Bartoli: progettazione sostenibile, serve una certificazione e un approccio integrato

L’architetto e designer Paolo Bartoli ha spiegato quale sia il percorso che porta al prodotto di design, specie quello frutto di produzione in serie, industriale, che è un incrocio di esigenze che ha quali aspetti fondamentali la tecnologia, innanzitutto, ma anche l’economia e il consumatore. «Il design funziona quando dialogano questi tre fattori». La sostenibilità è essa stessa parte del processo di design, nelle sue valenze di sostenibilità ambientale, economica, sociale. Da qui nasce il concetto di design sostenibile, che è soprattutto un problema culturale, frutto di un dialogo tra imprese, consumatori e governo. Al centro del percorso ambientale del design di prodotto c’è il progettista: «la fase di progettazione incide per l’80% circa sull’impatto ambientale».

L’architetto e designer – che vanta anche un percorso formativo anche come tecnico ANAB – si è soffermato sul tema delle certificazioni: si rende necessario un’uniformazione, perché oggi sul mercato vi sono molte, troppe, certificazioni, difficilmente confrontabili e spesso su base volontaria. A questo riguardo guarda con speranza all’avvento, a pieno regime della metodologia PEF (Product Environmental Footprint) che consente di misurare le prestazioni ambientali lungo il ciclo di vita rispettivamente dei prodotti.

Fonte: comunicato stampa

Foto: ANAB