Come proteggere le api e sostenere gli apicoltori italiani. Adotta un alveare 3Bee

Come proteggere le api e sostenere gli apicoltori italiani. Adotta un alveare 3Bee

2 Novembre 2021 Off Di lanotiziadelgiorno

Le api sono tra gli esseri viventi più importanti del Pianeta eppure pochi lo sanno. Questi piccoli insetti sono minacciati da inquinamento, cambiamenti climatici, perdita di habitat e spesso addirittura uccisi per paure spesso ingiustificate, perché creduti animali pericolosi.

In questo contesto, fondamentale è il lavoro degli apicoltori: ogni giorno proteggono le api da tutti quei parassiti che, se non controllati, potrebbero portare al collasso interi apiari, e intervengono con una nutrizione di supporto quando le api, a causa del clima instabile, non riescono a trovare abbastanza nutrimento.

Fondamentale è soprattutto il ruolo di 3Bee, la startup italiana che si impegna quotidianamente per la salvaguardia di questi insetti, tanto piccoli, quanto importanti e sostiene gli apicoltori grazie alla tecnologia. I due fondatori, Niccolò Calandri e Riccardo Balzaretti hanno infatti ideato Hive-Tech, un alveare 3.0 che, grazie a sensori bio-mimetici, raccoglie dati sui principali parametri biologici dell’alveare: temperatura interna ed esterna, peso, umidità e intensità sonora. Questi dati consentono agli apicoltori di individuare con tempismo il verificarsi di anomalie e problemi e quindi intervenire in modo mirato per preservare il benessere e la salute dell’alveare.

foto alveare 3bee

Credits: Simon Dötsch

Perché dalle api dipende ciò che mangiamo

Eppure le api sono tra gli insetti impollinatori più preziosi, quelli grazie al quale gran parte di frutta e verdura riesce a completare il proprio ciclo o a rendere più abbondante il raccolto. Se loro sparissero, metteremmo a rischio mele, castagne, pere (per parlare di sapori autunnali), gli agrumi, come anche le amate ciliegie, prugne e meloni o le insostituibili mandorle, cipolle, cavoli e carote, ma l’elenco potrebbe continuare a lungo. Alle api infatti dobbiamo tanta parte della ricchezza di biodiversità degli alimenti con cui ci nutriamo. Ma non solo. Dal loro sapiente lavoro dipende anche l’impollinazione di piante di cui si cibano gli animali ed è quindi evidente come una parte notevole dei piatti delle nostre tavole merita un ringraziamento speciale verso tali esserini gialli e neri.

Che cos’è la biodiversità

Il termine biodiversità venne coniato dall’entomologo americano Edward O. Wilson nel 1988 quale abbreviazione di “biological diversity”. Come specifica l’Ispra “La biodiversità può essere definita come la ricchezza di vita sulla terra: i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono, i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera. Questa varietà non si riferisce solo alla forma e alla struttura degli esseri viventi, ma include anche la diversità intesa come abbondanza, distribuzione e interazione tra le diverse componenti del sistema (…)”.

L’importanza delle api a riguardo non si riferisce quindi solo alle diverse varietà di piante coltivate (che sono pochissime rispetto alle centinaia di migliaia che ci ha donato madre Natura) ma a tutte quelle che costituiscono oggi la flora dei delicati ecosistemi del Pianeta che vivono su equilibri tra loro connessi ma molto fragili.

Come possiamo proteggere le api

3Bee api Adotta un alvearePer far sì che le persone aumentino la confidenza con le api, oggi in molte città si cerca di creare una piccola grande invasione pacifica di alveari urbani. Pensate che ve ne sono anche sul Palatino, nei fori romani, a Roma, ma – sempre nella Capitale – anche agli orti certosini delle Terme di Diocleziano e anche alla Galleria Nazionale d’arte antica di Palazzo Barberini.

Ma ognuno di noi si può (e dovrebbe) attivare cercando di proteggere le api e gli altri insetti impollinatori. Che abbiate un balcone o un giardino, preferite piante amate dagli insetti come le cosiddette erbe aromatiche, perfette anche per la cucina, ma anche fiori stupendi come calendule, margherite, tulipani o lavanda.

D’estate mettete delle ciotole con delle biglie o dei sassi per dare loro da bere senza il rischio che affoghino.

Ricordatevi poi che i pesticidi e fertilizzanti possono nuocere gravemente agli insetti, ove servano chiedete consigli a giardinieri amici dell’ambiente su cosa poter scegliere. Alcuni insetti potrebbero peraltro essere preziosi alleati. Ad esempio, sapete che le coccinelle sono fenomenali antiparassitari?

Sostenere poi gli agricoltori locali scegliendo i loro prodotti, come il miele e la cera d’api, aiuta i nostri insetti impollinatori nella Penisola italiana.

Un’altra soluzione, pratica sostenibile e gustosa come il miele, è adottare un alveare, possibile oggi grazie alla startup italiana 3Bee!

Adotta un alveare 3Bee

Gli apicoltori sono oggi veri e propri custodi delle api e della biodiversità. Se ne prendono cura quotidianamente, le proteggono dai parassiti, danno loro nutrimento (sempre più messo a rischio dal climate change) e diventano osservatori (purtroppo) privilegiati degli effetti negativi di inquinamento e surriscaldamento globale.

Per consentire a tutti noi di dare loro supporto nasce “Adotta un alveare 3Bee”. L’iniziativa consente di sostenere una realtà apistica italiana e virtuosa – di quelle inserite all’interno del progetto e disponibili sul sito di 3Bee.com – che si fa carico ogni giorno del benessere e della sopravvivenza delle proprie api e con loro anche del futuro del nostro Pianeta. All’apicoltore va infatti un prezzo equo, superiore a quello solitamente al dettaglio, riuscendo così a proteggersi dalla concorrenza di miele straniero.

Al momento della scelta si può selezionare l’apicoltore, l’alveare e anche la varietà di miele. Questo perché chi adotta – o riceve l’adozione come regalo – si vedrà recapitare a casa proprio il miele prodotto dalle proprie api.

Ma non finisce qui: l’adozione sarà anche un modo per saperne di più sul mondo delle api e del proprio alveare. Gli apicoltori infatti inseriscono foto e video sul portale per consentire a chi adotta di saperne di più.

Articolo in collaborazione con 3Bee