8 italiani su 10 chiedono di vietare i cibi ultra formulati nelle mense scolastiche

8 italiani su 10 chiedono di vietare i cibi ultra formulati nelle mense scolastiche

16 Ottobre 2025 Off Di lanotiziadelgiorno

Otto italiani su dieci chiedono di vietare per legge la presenza, nelle mense scolastiche, dei cibi ultra formulati — dai piatti precotti alle merendine confezionate. Questa richiesta segue l’esempio della California, che ha recentemente approvato una norma per tutelare la salute di bambini e ragazzi rispetto alla diffusione di prodotti pieni di additivi chimici.

È quanto emerge dall’ultimo rapporto Coldiretti/Censis “Mangiare bene, malgrado tutto”, dedicato alle sfide al buon cibo italiano. Il rapporto è stato presentato in occasione del XXIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti.

L’urgenza dell’educazione alimentare a scuola

Di fronte alla crescente diffusione dei cibi ultra formulati, il 91% degli italiani ritiene fondamentale introdurre forme accessibili di educazione alimentare fin dalle scuole elementari. Un’esigenza resa ancora più urgente dal fatto che, per il 62% dei cittadini, la scelta delle pietanze in casa o durante i pasti con parenti e amici è condizionata dalle preferenze dei figli o dei nipoti.

Il tema dei rischi per la salute è stato al centro del panel “La guerra nel piatto: il pericolo dei cibi ultra formulati per la salute”. Durante l’evento, è emerso che quasi l’84% degli italiani ritiene che i cibi ultra formulati, ricchi di additivi chimici, siano pericolosi per la salute. Hanno partecipato all’incontro il prof. Antonio Gasbarrini (Università Cattolica del Sacro Cuore), Esmeralda Capristo (Comitato scientifico Fondazione Aletheia) e Alfonso Pecoraro Scanio (presidente della Fondazione UniVerde).

Gli effetti dei cibi ultra processati sulla salute e i rischi correlati

Per evidenziare i rischi legati al consumo di tali alimenti, a Palazzo Rospigliosi è stato realizzato un allestimento dimostrativo con esempi concreti di prodotti di largo consumo. Secondo un rapporto della Fondazione Aletheia, sono aumentate le evidenze scientifiche che segnalano la stretta correlazione tra il consumo sistematico di alimenti ultra-formulati e la diffusa obesità, che colpisce soprattutto i più piccoli, e altre diverse malattie croniche.

Bevande dall’alto contenuto di caffeina e zuccheri possono favorire insonnia, ansia e disturbi cardiaci, mentre la presenza di taurina può contribuire all’insorgenza di leucemia. Le merendine industriali o le barrette energetiche, ricche di zuccheri raffinati e grassi saturi, contribuiscono a sbalzi glicemici e aumento di peso. I piatti precotti o preconfezionati, come bastoncini di pesce o budini, contengono quantità elevate di sodio, conservanti e additivi che possono incidere sul rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari.

L’alternativa: cibi sani e filiera corta

Nonostante la crescente consapevolezza, questi prodotti restano molto diffusi, anche nelle mense scolastiche. Per questo, accanto ai cibi ultra formulati, l’allestimento ha proposto anche un’area dedicata ai cibi sani e genuini: pane e marmellata, latte e frutta, pasta al pomodoro, pollo con patate e il classico ciambellone della nonna. L’obiettivo era testimoniare l’importanza di una dieta equilibrata e basata su prodotti della filiera corta e dei mercati contadini.

Educare al cibo per una generazione più sana

“I cibi ultra formulati stanno compromettendo il futuro dei nostri ragazzi”, ha dichiarato il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo. “La qualità di ciò che portiamo in tavola è una scelta che pesa sul destino del Paese: da un’alimentazione consapevole nasce una generazione più sana e più forte. È un impegno cruciale che ribadiamo anche in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione”.

Educare al cibo significa costruire salute, rispetto e speranza per il domani”, ha aggiunto il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. “Per questo, lo scorso giugno, abbiamo presentato il Manifesto di Udine, con cui chiediamo più cibo a km zero nelle mense, un patto con le famiglie e un solido programma di educazione alimentare nelle scuole, oltre a rivedere il contenuto dei cibi all’interno dei distributori automatici”.

Fonte: comunicato stampa